본문 바로가기

VIVE A FIRENZE

LA SEARATA DEL PONTE VECCHIO_FIRENZE



 


LA SEARATA DEL PONTE VECCHIO_FIRENZE



Due aerei e una chiesa..foto dalla serata sul Ponte Vecchio verso ala Chiesa di San Jacopo Soprarno con mia moglie..


La chiesa di Sant'Jacopo Sopr'Arno (o San Jacopo de' Barbetti) è un luogo di culto cattolico di Firenze che si trova in Borgo San Jacopo, nel quartiere di Oltrarno. Dal 14 maggio 2006 è divenuta chiesa greco-ortodossa ed è stata assegnata dalla Diocesi di Firenze all'Arcidiocesi Ortodossa d'Italia e di Malta.

Storia e architettura
La chiesa risale probabilmente ai secoli X-XI e fu edificata in stile romanico dando il nome al borgo che le si formò intorno. Giovanni Villani (morto nel 1348) e Ricordano Malispini (secolo XIII) la citano come già esistente nel 1078, quando si costruì la seconda cerchia delle mura. Nel 1293 si riunirono in questa chiesa i nobili fiorentini che stabilirono di opporsi agli ordinamenti di Giustizia di Giano Della Bella, che toglievano loro ogni ingerenza nel governo dello Stato.

La chiesa era nota anche perché il suo priore, nella ricorrenza del 25 luglio festività di san Jacopo (così com'era detto a Firenze l'apostolo san Giacomo Maggiore), organizzava a sue spese il Palio dei Navicelli in Arno. Infatti alla sera, fino dal lontano 1250, i barcaioli disputavano a furia di vigorosi colpi di stanga la tipica "regata", sullo specchio d'acqua fra Ponte Vecchio e la pescaia di Santa Rosa.

La partenza dei navicelli avveniva proprio dal greto su cui ancora aggetta, sui caratteristici sporti, l'abside della chiesa che i fiorentini indicano affettuosamente come la "chiesa col culo in Arno" perché nei momenti di piena quando il livello del fiume aumenta, le acque vanno con impeto a bagnare la sua parte absidale che può essere osservata dal Ponte Santa Trinita.

Dal 1542 ressero la chiesa i frati Francescani Minori Osservanti, nel 1575 essa fu ceduta ai Canonici regolari di San Salvatore a Scopeto, detti gli Scopetini, che avevano avuto chiesa e convento distrutti nel 1529.
Continua a leggere: https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Jacopo_Soprarno




Il Ponte Vecchio è uno dei simboli della città di Firenze ed uno dei ponti più famosi del mondo. Attraversa il fiume Arno circa 150 metri a valle dell'area in cui il fiume presenta naturalmente uno dei punti in cui l'alveo è più stretto all'interno della città di Firenze nel suo tratto a monte delle Cascine. L'area in questione è ai Canottieri sotto gli Uffizi. Nell'antichità esisteva un guado.

Storia

«Tra i piloni addormentati scorre l'Arno dolcemente. Nel veder gli innamorati, acconsente... acconsente.
Benvenuto Cellini, la sua stizza appena cela, io vi tengo birichini la candela... la candela.»

("Sul Ponte Vecchio", Riccardo Marasco)
Preesistenze

Il primo attraversamento sull'Arno doveva trovarsi leggermente più a monte dell'odierno ponte, sulla prosecuzione del cardo maximo delle attuali via Roma-via Calimala, ovvero nell'attuale piazza del Pesce. Doveva risalire a poco dopo la fondazione della città, ovvero alla metà del I secolo a.C., e avere un andamento obliquo rispetto alla corrente, per meglio sostenere la spinta delle piene. Sondaggi effettuati nell'alveo del fiume alla fine degli anni cinquanta hanno infatti rinvenuto due larghe fondazioni in calcestruzzo riferibili in tutta probabilità al primo ponte romano.[1]

Tale passerella dovette essere consolidata e allargata verso il 123, quando Adriano promosse la costruzione della via Cassia Nuova, che attraversava la città e che corrispondeva verosimilmente, sulla sponda sud, alle vie de' Bardi e di San Niccolò. Il ponte aveva già forse piloni in muratura, mentre la travatura doveva essere, come di consueto, in legno. Il primo ponte romano dovette andare distrutto verso il VI-VII secolo, per l'incuria e le guerre dell'epoca barbarica, oltre che per probabili danni legati ad alluvioni.

Difficile è ipotizzare quanti ponti siano stati travolti dalle frequenti inondazioni dell'Arno e quanti ricostruiti. Tra le scarse tracce documentarie ne esiste una del 972 in cui il vescovo Sichelmo conferiva a padre Domenico d'Orso la chiesa di Santa Felicita "non lunge da capo di ponte de fluvio Arno". Giovanni Villani parlò di un ponte costruito sotto Carlo Magno, ed è forse nel IX o X secolo che l'attraversamento ebbe la posizione attuale.[2]

Continua a leggere: https://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_Vecchio




내가 꿈꾸는 그곳의Photo   이야기